Un po’ di disobbedienza civile!

“La massa degli uomini serve lo Stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l’esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti, i posse comitatus etc… Nella maggior parte dei casi non v’è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco.” (Thoreau – Disobbedienza Civile)

Ma era il 1848… per fortuna, oggi è tutto cambiato! Siamo liberi… liberi di vagare per il nostro recinto.

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3 risposte a “Un po’ di disobbedienza civile!

  1. Se dal 1848 ad oggi quel recinto è ancor lì la colpa è anche nostra che, nonostante aumentate consapevolezze, non siamo stati in grado di abbatterlo e cambiare davvero le regole del gioco.

    • Anche perché siamo abituati a vivere in quel recinto ed, in genere, abbiamo paura dei lupi che potrebbero stare in agguato al di fuori di esso. Così, spesso scambiamo la gabbia per un rifugio.

  2. vero…..e spesso i lupi più pericolosi sono all’interno del recinto…

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