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Un po’ di disobbedienza civile!

“La massa degli uomini serve lo Stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l’esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti, i posse comitatus etc… Nella maggior parte dei casi non v’è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco.” (Thoreau – Disobbedienza Civile)

Ma era il 1848… per fortuna, oggi è tutto cambiato! Siamo liberi… liberi di vagare per il nostro recinto.

L’Avvelenata

Credo di essere una persona piuttosto velenosa… quindi, signore e signori, ecco a voi: l’AVVELENATA di Guccini. Che Poesia!

“Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!” Guccini

Guccini – L’Avvelenata

 

Notte prima degli esami

Cara “Notte-prima-degli-esami”

ma vaffanculo! Non c’è niente di romantico in quest’ansia!

Credo che adesso mi guarderò un film meravigliosamente volgare modello “Dogma” per allentare la tensione. O leggerò qualcosa dell’amico Nietzsche.

Dogma – Il Cristo compagnone

Bazinga!

http://bazinga.ning.com/

Passate e aderite in numerosi! Contro il conformismo e l’egemonia di Facebook e Twitter, è nato un nuovo sito alla portata di tutti.

Maturità – Ogni fine è sempre un inizio

E, poi, emergendo da qualche viaggio nel Paese delle Meraviglie, ti accorgi che domani è il tuo ultimo giorno di liceo. Mi sembra di dover mandare all’ospizio una fase della mia vita. Cinque anni. Cinque anni di proteste e feste, di bui corridoi ed intervalli in cortile. Gli intervalli del liceo, quei cinque minuti impalpabili: non sono mai stati cinque minuti, al massimo quattro minuti e mezzo. E’ un dato scientifico: al suono della campanella, il tempo ingrana la marcia più alta e fanculo i diagrammi di Penrose.

Ed, all’improvviso, tutte le responsabilità, da cui sono sfuggita in questi anni, mi attendono sul portone della scuola. Mi spaventa e, per questo, credo che sarà meraviglioso. Ho sempre odiato le scenette dipinte di rosa pallido: l’incertezza è il mio modo di vivere, tra un verde smeraldo e un blu ciano, tra l’arancione crepitante di un tramonto e l’azzurro cupo delle colline. Ho svoltato l’angolo dell’adolescenza ed, in fondo alla strada, vedo un cartello con sopra scritto: “Maturità”. Sarà un tragitto ancora lungo, costellato di esami e sfide. Mi sembra di essere già a secco, ma, forse, nel mio serbatoio cerebrale è immaganizzato ancora un po’ di carburante della mente.

Pronti… respiro profondo… forse, mi sono resa conto che non sto abbandonando niente, eppure, sto conquistando qualcosa di nuovo. Mai fermarsi, mai!

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”

William Burroughs

Sing a song for you – L’ignoranza

Tim Buckley – Sing a song for you

Dopo cinque anni di liceo e saltuari pomeriggi sui libri, credo di aver scoperto di amare profondamente l’ignoranza. E’ un pericolo, un’arma, ma è l’adrenalina della vita. Perché il desiderio di sapere nasce appunto dalla mancanza di sapere, ovvero l’ignoranza. Sono così orgogliosa di essere ignorante! Non voglio ampliare la mia cultura: voglio solo rendermi sempre più conto dell’immensità della mia ignoranza. Solo comprendendo di non sapere, ecco, solo così saprò qualcosa di più.

Tim Buckley – Sing a song for you

Dread mentale. 😉

Good-bye Bradbury!

L’anno scorso mi era capitato di rileggere “Fahrenheit 451”. Assoluta poesia fantascientifica.

“Ho diciassette anni e sono pazza. Mio zio dice che queste due cose vanno sempre insieme”.

Credo di essermi consumata gli occhi su questa frase. Perché è così vera, anzi troppo vera. Perché mi sono riconosciuta in essa nei primi anni del liceo, quando mi tuffai per la prima volta nel mondo di Bradbury. Perché vive ancora adesso, agli sgoccioli della mia esperienza liceale.

Good-bye mr Bradbury!